BEVANDE NERVINE

Si definiscono bevande nervine le bevande analcoliche, quali il caffè, il tè, il cacao, le bevande a base di cola, il guaranà, il matè, che presentano un effetto tonico e stimolante sul sistema nervoso centrale, dovuto alla presenza di alcaloidi naturali (caffeina, teofillina, teobromina ecc.). Stimolano la prontezza e l’attenzione, riducono la sensazione di fatica e migliorano l’efficienza fisica e mentale.

Le bevande nervine, se consumate nelle giuste dosi, hanno effetti positivi sulla salute, come ad esempio l’azione antiossidante dei polifenoli del tè, del cacao, del cioccolato fondente.

Invece l’abuso causa tachicardia, ipertensione, ansia, agitazione, nervosismo e insonnia. L’ uso continuo ad alte dosi può provocare gastrite, ulcera gastrica e problemi cardiovascolari, può indurre dipendenza.

Il consumo di bevande nervine è sconsigliato in gravidanza, allattamento e nei bambini.


CAFFE’


Il caffè è una bevanda nervina. Il suo un apporto calorico e di macronutrienti è praticamente nullo.

Il caffè contiene gli alcaloidi naturali caffeina, teofilina, teobromina, i quali hanno un effetto stimolante sul sistema nervoso.

La caffeina è rapidamente assorbita dall’organismo e ha un effetto eccitante sul S.N.C. (sistema nervoso centrale) nel senso che favorisce una maggiore attività mentale e diminuisce il senso di affaticamento. Stimola la muscolatura cardiaca, dilata i vasi sanguigni, favorisce la secrezione gastrica e agisce sui reni aumentando la diuresi.

La soglia di tolleranza della caffeina varia da individuo a individuo, è comunque consigliata una quantità giornaliera massima di 200/300mg. Per un uomo adulto è bene non superare le 2-3 tazzine al giorno anche perché la caffeina si trova in altri alimenti come tè, bevande tipo cola, cioccolato ecc.

L'abuso di caffeina:

  • provoca assuefazione in forma leggera. Il caffeinomane può mostrare sintomi pericolosi quali insonnia, ansia, mancanza di appetito, irrequietezza.

  • Provoca insonnia. La caffeina può alterare i normali ritmi del sonno, in soggetti predisposti.

  • Altera la funzione cardiaca. Chi ha problemi cardiaci deve moderare il consumo di bevande nervine.

  • Va limitato in gravidanza e durante l'allattamento. La caffeina attraversa la placenta e arriva al feto e sembra responsabile di problemi relativi alla diminuzione di peso del neonato.

  • Poiché favorisce la secrezione gastrica è sconsigliabile il consumo di caffè in caso di ulcera gastrica o duodenale.



Il caffè è ina bevanda nervina che contiene l’alcaloide caffeina in proporzioni variabili secondo la qualità, l’Arabica che è più dolce e pregiata ne contiene circa la metà del la robusta. Nel caffè sono presenti anche gli alcaloidi trigonellina e teofillina.

La caffeina è rapidamente assorbita dall’organismo e ha un effetto eccitante sul S.N.C. (sistema nervoso centrale) nel senso che favorisce una maggiore attività mentale e diminuisce il senso di affaticamento. Stimola la muscolatura cardiaca, dilata i vasi sanguigni, favorisce la secrezione gastrica e agisce sui reni aumentando la diuresi.

La soglia di tolleranza della caffeina varia da individuo a individuo, è comunque consigliata una quantità giornaliera massima di 200/300mg. Per un uomo adulto è bene non superare le 2-3 tazzine al giorno anche perché la caffeina si trova in altri alimenti come tè, bevande tipo cola, cioccolato ecc.

Il caffè del bar contiene meno caffeina di quello preparato con la moka e il caffè ristretto ne contiene meno del caffè lungo perché la caffeina è idrosolubile quindi più acqua si usa più caffeina si estrae. IL caffè macchiato contiene la stessa quantità di caffeina del caffè nero ma risulta di digestione un po’ più difficile.

Un consumo eccessivo di caffè causa irrequietezza, tremori muscolari, irregolarità del battito cardiaco e sensibilità acuta. Secondo alcuni studiosi il consumo di oltre 6 tazzine al giorno (più di 600mg di caffeina) per un periodo prolungato, può causare un’intossicazione cronica da caffeinomania.


CONSIDERAZIONI

  • Provoca assuefazione in forma leggera. Il caffeinomane può mostrare sintomi pericolosi quali insonnia, ansia, mancanza di appetito, irrequietezza.

  • Provoca insonnia. La caffeina può alterare i normali ritmi del sonno, in soggetti predisposti.

  • Altera la funzione cardiaca. Chi ha problemi cardiaci deve moderare il consumo di bevande nervine.

  • Va limitato in gravidanza. La caffeina attraversa la placenta e arriva al feto e sembra responsabile di problemi relativi alla diminuzione di peso del neonato.

  • Poiché favorisce la secrezione gastrica è sconsigliabile il consumo di caffè in caso di ulcera gastrica o duodenale.



CAFFEINA

TEOBROMINA

TEOFILLINA

Caffè

xxx

x

x

x

x

x

Cioccolato

x

xx

-----

Cola

x

-----

-----

Stimolazione S.N.C.

x

x

xx

Stimolazione diuresi

x

xx

xxx

Stimolazione cardiaca

x

xx

xxx

Nota:

----- vuol dire che non è presente


Il caffè è una pianta di origine tropicale del genere coffea appartenente alla famiglia delle Rubiacee. Le diverse specie appartenenti al genere Coffea sono l’ arabica (coffea arabica), considerata la più pregiata per gusto e aroma e la robusta (coffea canephora). In Italia sono consumate entrambe. Nonostante le origini etiopi, attualmente quasi tutte le specialità di caffe importanti da un punto di vista commerciale sono coltivate in sud America, in particolar modo in Brasile, principale produttore mondiale.

Il caffè richiede una lavorazione piuttosto laboriosa che parte dalla raccolta dei frutti maturi (sembrano piccole ciliegie), l’estrazione dei semi (caffè verde), l’eliminazione della pellicola esterna e l’essicazione. Per il caffè decaffeinato a questo punto si procede alla decaffeinizzazione, cioè l’allontanamento della caffeina. Infine si procede alla torrefazione, processo di cottura dei semi a temperature dai 190°C ai 240°C, questo processo conferisce al caffè la sua classica colorazione bruno-nerastra e le tipiche caratteristiche organolettiche. Durante la torrefazione gli zuccheri si caramellano, la cellulosa è carbonizzata e si forma una miscela di sostanze detta caffeone, che conferisce al seme u aspetto lucido e quasi untuoso.


Aspetti nutrizionali

L’apporto calorico e di macronutrienti della bevanda caffè è praticamente nullo ovviamente se non si usa zucchero. Una tazzina di caffè con un cucchiaino di zucchero apportano all’organismo solo 45kcal circa, contro le 400kcal circa raccomandate dai nutrizionisti per una colazione bilanciata (20-30% delle calorie/die), dunque è fortemente sbagliato sostituire la colazione (uno dei pasti più importanti per la prevenzione dell’obesità) con una semplice tazzina di caffè.


TE’

Bevanda nervina che apporta da 40 a 100 mg di caffeina per tazza. Il consumo del tè, con la sua azione stimolante sul S.N.C., va limitato nei casi di ipersensibilità e insonnia.

Stimola la secrezione gastrica per cui è buona norma bere il tè accompagnato con l’assunzione di cibi solidi (pasticcini).

Grazie al contenuto in polifenoli svolge un’azione positiva nella regolazione della circolazione sanguigna perché aumenta la permeabilità dei capillari.

E’ un’ottima bevanda per chi svolge attività fisica perché apporta sali minerali che riequilibrano le perdite idrico-saline. Se diluito stimola la funzione renale e agisce come leggero diuretico.

Non va somministrato ai bambini ed è sconsigliato in caso di insonnia ed eccitabilità nervosa.


Il tè è una pianta sempreverde (Camellia sinensis), coltivata in Cina, Giappone, india, sri Lanka ecc.

I tè possono essere classificati sulla base di diversi fattori, il più rilevante è rappresentato dai metodi di lavorazione delle foglie. La differenza principale è data dal grado di ossidazione delle foglie in base al quale si distinguono:

  • Tè verdi, non ossidati, prodotti con foglie fresche essiccate. Hanno maggiori proprietà antiossidanti in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali, ridurre i livelli di colesterolo LDL e di trigliceridi.

  • Tè neri, completamente ossidati, prodotti con foglie lasciate avvizzire. Sono ricchi di caffeina e teofillina; la presenza di tannini li rende utili in caso di diarrea.

  • Tè semifermentati (oolong), che presentano un grado di ossidazione intermedio. Poco usati in Europa.

Un’infusione breve, circa 2 minuti, estrae soprattutto la caffeina e ha proprietà stimolanti, invece un’infusione più lunga, 3-5 minuti, estrae anche i tannini che disattivano la caffeina, legandosi con essa.



CACAO

Il cacao ha un discreto contenuto di proteine, lipidi, zuccheri semplici, amido e Sali minerali come P, Fe, Mg, Ca, K, Vitamine A, E, gruppo B.

La cioccolata non si può considerare semplicemente una bevanda ma un vero e proprio alimento energetico e nutriente. Il potere calorico della polvere amara è di 330 kcal/100g.


Il cacao è un albero tropicale (theobroma cacao) coltivato in America centro-meridionale e in Africa occidentale per il suo frutto detto cabossa, contenente 20-80 semi appiattiti simili a fave. Per prepararli al consumo i semi devono essere fermentati e torrefatti. Alla fine del processo si ottengono:

  • Pannello di cacao, macinato per ottenere il cacao in polvere, utilizzato per preparare una bevanda al cacao, la cioccolata.

  • Burro di cacao, utilizzato dall’industria dei prodotti a base di cioccolato. E’ di colore bianco avorio con gradevole odore di cacao, contiene un elevato quantitativo di acidi grassi saturi.