Novembre di Giovanni Pascoli - dalla raccolta intitolata Myricae.

Myricae prende il nome da una poesia di Virgilio. Significa tamerici. Le tamerici sono delle piante semplici come le sue poesie, dato che per Pascoli le cose semplici e piccole sono molto importanti e sono degne di stupore come viene esposto nella sua filosofia del fanciullino per qui le piccole cose destano tanta meraviglia.

TESTO

Gemmea l'aria, il sole così chiaro 
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore, 
e del prunalbo l'odorino amaro 
senti nel cuore...


Ma secco è il pruno, e le stecchite piante 
di nere trame segnano il sereno, 
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante 
sembra il terreno.


Silenzio, intorno: solo, alle ventate, 
odi lontano, da giardini ed orti, 
di foglie un cader fragile. E' l'estate 
fredda, dei morti.


PARAFRASI

PARAFRASI

L’aria è limpida e fredda come una gemma (gemmea l’aria – metafora e sinestesia - gemmea – dall’aggettivo latino gemmeus), il sole è così luminoso che tu (il poeta usa la seconda persona con valore generico, impersonale)  ricerchi [con lo sguardo] gli albicocchi in fiore, sentendo nel cuore (non nelle radici) l’odore amarognolo (odorino amaro – sinestesia – odorato+gusto) del biancospino (prunalbo). 
Ma (avversativa che rompe l’illusione e riporta alla realtà) l’albero del biancospino è secco, le piante scheletrite/spoglie (stecchite) disegnano nel cielo sereno delle trame nere [con i loro rami spogli], il cielo è deserto [privo di uccelli, contrariamente a quanto avviene in primavera], e il terreno sembra vuoto sotto il piede e risuona  mentre lo calpesta (piè sonante ipallage). 
Intorno c’è silenzio, soltanto grazie ai soffi di vento (
ventate), si sente lontano un fragile (l’uso di questo aggettivo serve ad evocare sia l’aridità delle foglie, sia la loro caducità autunnale) cadere (cader fragile –ipallage) di foglie, proveniente dai giardini e dagli orti. È la fredda estate (ossimoro) dei morti (novembre tradizionalmente è il mese del culto dei morti).




METRO: Tre strofe saffiche composte da 3 endecasillabi e un quinario a rime alternate. Schema: ABAb.



FIGURE RETORICHE

(gemmea l’aria – metafora e sinestesia - gemmea –

cesura nel verso 1: il verso è diviso a metà dalla virgola

Odorino amaro” è una sinestesia (figura stilistica che, mette insieme due sensi diversi, in questo caso odore + gusto) un senso olfattivo con un senso gustativo. Si ha una sinestesia quando vengono unite due sensazioni diverse.
• “Estate fredda” è un ossimoro (contrapposizione di due parole; nome e aggettivo in contrasto.

metonimia  “sereno”  2strofa  2 verso

 • del prunalbo l'odorino amaro  ( ANASTROFE)

  •  di foglie un cadere fragile   (anastrofe)

  •    e vuoto il cielo   (ellissi del verbo)

•    enjambements : 2strofa 1 verso; 3 strofa 1 verso

Numerosi gli enjambement (in particolare vv.1-2, 7-8, 11-12 ).

Numerosi anche gli iperbati: secco è il pruno (v.5), stecchite piante (v. 5), vuoto il cielo (v.7), sembra il terreno (v.8), di foglie un cader fragile (v.11).
Allitterazioni della s e della r che nella seconda strofa contribuiscono a comunicare il senso di aridità della natura.

Della f nel verso 11 sottolinea l'idea del vento

polisindeto 2 strofa ci sono tante congiunzioni (e)

asindeto  3 strofa Non ci sono congiunzioni ma virgole

Mentre nella prima strofa il verso ha una musicalità dolce nelle strofe seguenti il poeta frantuma il verso, attraverso l’uso di virgole e altri segni di interpunzione, annullando così la musicalità dei versi e conferendo maggiore drammaticità. 



Messaggio dell'autore

Una serena e tersa giornata di novembre può per un attimo suggerire un'illusione di primavera e riportare quasi il profumo degli albicocchi in fiore. Ma si tratta di un'illusione che presto scompare, e alle iniziali impressioni subentra la constatazione di un inverno che non è solo indicazione stagionale ma metafora dell'esistenza.

In questa poesia, come spesso accade in Pascoli, il paesaggio mostra un duplice aspetto. Sotto un'apparenza di armonia e di positività possono nascondersi la presenza e la minaccia della morte. Quindi una giornata mite e serena può trasmettere per un attimo la sensazione di vivere il tepore della primavera, mentre in realtà è novembre. In questo mese cade la cosiddetta "estate di San martino", termine con il quale Pascoli ha voluto fondere due caratterizzazioni particolari, quali: la presenza frequente di giornate calde, quasi estive, e la ricorrenza dei morti che cade agli inizi di novembre.

Nella prima strofa vi è inizialmente un'immagine primaverile (gemmea l'aria - il sole è così chiaro), l'immagine di una giornata soleggiata nel mese di novembre, durante la cosiddetta "estate di S. Martino". Ma ciò che il poeta vuole realmente rappresentare è la breve illusione della felicità. Nella bella giornata autunnale, la luce del sole e l'aria limpida danno per un istante l'illusione che sia primavera. Ma subito ci si rende conto che le piante sono secche e spoglie, lo si può dedurre dal fatto che questi elementi aprono la seconda strofa. Quindi inutilmente si cerca di scoprire gli alberi in fiore e di percepire il profumo intenso del biancospino, perché è tutto un’illusione, infatti, Pascoli ha voluto iniziare con un “Ma”, che segna un netto rovesciamento della situazione precedente, è il ritorno alla realtà dopo l'illusione di dolcezza primaverile, quindi della delusione; ciò è evidenziato dalle parole chiave "secco – stecchite – nere – vuoto – cavo", le quali danno la sensazione di vuoto, di silenzio.

Nella terza strofa viene confermata la realtà di morte, infatti, la poesia si conclude con la parola “morti”, preceduta da parole chiave (campo semantico della morte dalla seconda strofa) che contengono un significato di vuoto, solitudine: “silenzio – solo – lontano – fragile - fredda” .




Analisi e commento:

Novembre fa parte della sezione In campagna della raccolta Myricae
In apparenza questa poesia può sembrare un semplice quadretto campestre di descrizione naturalistica, in realtà rivela un intento più profondo di riflessione sulla precarietà dell’esistenza.
Il poeta descrive un paesaggio novembrino della cosiddetta "estate di San Martino" (11 novembre) in cui la temperatura diventa momentaneamente più mite. Il paesaggio illuminato dal sole inganna per un attimo e fa pensare che la primavera sia alle porte, ma si tratta solo di un’illusione e ben presto la realtà si impone e ci rivela che è fittizia ogni sembianza di vita perché su ogni cosa regna un ineluttabile senso di morte. 
Nella poesia vi è la compresenza di elementi visivi (l’aria tersa e limpida), olfattivi (l’odore del biancospino) e sonori (il suono del terreno calpestato o del cadere delle foglie).
La struttura del componimento è bipartita: la prima strofa descrive un paesaggio sereno, quasi primaverile e si contrappone nettamente alle altre due (attraverso un 
ma antitetico in posizione forte all'inizio del verso 5) che riportano alla dura realtà dell’autunno; è la contrapposizione tra la realtà della morte (dell’inverno) e l’illusione della vita (della primavera).


 Il giorno di San Martino, l’11 di novembre, di solito regala temperature abbastanza miti, che fanno sperare nel bel tempo e, simbolicamente, nella possibilità diun’esistenza felice per l’uomo.

 Si ricordi che il poeta, oltre alla drammatica morte del padre (ricordato ad esempio in X Agosto), subisce altri gravi lutti, tra cui la perdita di due fratelli: Luigi nel 1871 e Giacomo nel 1876.