GIOVANNI GIOLITTI (1842 - 1928)

  • Riveste la carica di PRIMO MINISTRO dal 1903 al 1914

  • Appartiene alla Sinistra storica, ma viene considerato un liberale spregiudicato perché è accusato di usare metodi discutibili come il “trasformismo” (si allea di volta in volta con chi gli conviene) per creare maggioranze in Parlamento e i brogli elettorali (falsificazione delle schede elettorali) specie al Sud.

  • Porta avanti:

  • una POLITICA di MEDIAZIONE attraverso la ricerca di un compromesso tra le parti (proletari e capitalisti) che permetta al Governo di mantenere una posizione neutrale. In tale modo, evita lo scontro violento operai e padroni (proletari e capitalisti):

  • una POLITICA RIFORMISTA attraverso riforme democratiche come l’aumento dei salari (se i lavoratori hanno più soldi possono spender di più), la riduzione delle ore di lavoro, l’obbligo del riposo settimanale, la regolamentazione del lavoro delle donne e dei bambini, l’istituzione della pensione di invalidità e vecchiaia, la tutela della maternità ecc. Finanzia opere pubbliche come gli acquedotti nel Sud d’Italia creando nuovi posti di lavoro, le Ferrovie diventano un’azienda statale (erano private) e, per ottenere l’approvazione dei socialisti istituisce il Suffragio Universale Maschile (possono votare anche gli analfabeti purchè maschi). Il clima sociale che si viene a creare grazie a queste riforme gli permette di rafforzare le organizzazioni sindacali, tanto che nel 1906 nasce la CGL (confederazione Generale del Lavoro) di ispirazione socialista.

  • una POLITICA COLONIALE con l’occupazione della LIBIA (sottratta all’impero Turco) nel 1912. Tale conquista gli guadagna le critiche dei socialisti, ostili al colonialismo con Salvemini che scrive: “abbiamo preso uno scatolone pieno di sabbia”…..purtroppo si ignorava l’esistenza e l’importanza del petrolio che si trova sotto quella sabbia!!!

  • Nel 1912 fa un patto con i Cattolici (PATTO GENTILONI), per ottenerne i voti, con il quale si difendono le scuole cattoliche, si rende obbligatorio l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche e si prende una posizione oppositive nei confronti del divorzio.

  • Nel 1913 vince le elezioni, ma si dimette perché si sente assediato e contestato dall’opposizione cioè dai Socialisti e dai Conservatori